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Posidonia sulla spiaggia

La Posidonia oceanica è un componente chiave degli ecosistemi costieri del Mediterraneo, e il suo accumulo a riva - i depositi di foglie noti come "banquette" - svolge…

Redazione AcquarioCivico4 min di lettura
Posidonia sulla spiaggia
Foto: Frédéric Ducarme · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Posidonia oceanica è un componente chiave degli ecosistemi costieri del Mediterraneo, e il suo accumulo a riva - i depositi di foglie noti come "banquette" - svolge un ruolo vitale nel mantenimento di litorali sani. Ecco perché molte spiagge italiane lasciano questi cumuli di foglie secche intatti, anche se possono sembrare rifiuti antiestetici ad alcuni bagnanti. Per comprendere il ragionamento alla base di questa pratica bisogna esaminare più da vicino la Posidonia stessa, come i suoi depositi spiaggiati sono protetti per legge e come le norme nazionali e locali ne regolano la gestione.

Pianta protetta, non alga

La Posidonia oceanica è una pianta marina fiorita, non un'alga. Questa specie endemica del Mediterraneo forma vaste praterie sottomarine, identificate come habitat prioritario dalla Direttiva Habitat UE 92/43/CEE. Queste foreste sottomarine riconoscono le praterie di Posidonia come parte essenziale dell'ecosistema, fondamentali per l'equilibrio ambientale e la biodiversità delle aree costiere.

Come i semi d'acero, inizia il suo ciclo vitale in mare, galleggiando in superficie, per poi affondare sul fondale. Lì, la Posidonia forma fitte praterie sottomarine.

Man mano che crescono, intrappolano sedimenti, stabilizzando il fondale marino e creando un habitat per numerose specie marine. Quando le piante perdono le foglie vecchie, soprattutto in autunno, correnti e onde le trasportano sulla spiaggia, formando i caratteristici cumuli noti come banquette. Questi depositi spiaggiati non sono rifiuti; sono una parte vitale del ciclo di vita della Posidonia e dell'ecosistema costiero.

Banquette e palline di Nettuno

Le banquette sono semplicemente depositi di Posidonia oceanica trasportati a riva dalle correnti. Questi cumuli di materia vegetale secca sono materiale stagionalmente rinnovabile, spesso concentrati all'inizio dell'autunno dopo la stagione turistica estiva. Gli incentivi a rimuovere questa materia sono bilanciati dalla legge. Su alcune spiagge potrete notare agglomerati di Posidonia secca intrecciati con sabbia e detriti, grandi come un pompelmo, chiamati "palline di Nettuno" o "egagropili".

Perché lasciarli è importante

Quei banquette antiestetici sulla spiaggia sono molto più che semplici detriti. Sono una componente cruciale per il mantenimento delle spiagge mediterranee. Lasciateli al loro posto e possono aiutare a prevenire l'erosione della spiaggia. Disturbateli, o rimuoveteli in modo improprio, e si rischia di indebolire la capacità della costa di recuperare e trattenere la sabbia.

L'accumulo di Posidonia sulla spiaggia è una risorsa naturale rinnovabile che contribuisce alla salute e alla sostenibilità dei litorali mediterranei. Il fitto sistema radicale della pianta aiuta a intrappolare e stabilizzare i sedimenti, prevenendo l'erosione e mantenendo il profilo della spiaggia. Le foglie che la Posidonia perde ogni anno vengono trasportate a riva, formando i banquette.

Questi depositi fungono da barriera naturale, assorbendo l'impatto delle onde e delle correnti e proteggendo la spiaggia dall'erosione. Forniscono inoltre habitat a una varietà di invertebrati e sono fonte di cibo per alcune specie.

Cosa dicono le norme italiane sulla pulizia

In Italia, la Posidonia oceanica è protetta da leggi nazionali e regionali che governano la gestione dei suoi depositi spiaggiati. Secondo la Legge n. 60/2022, la Legge Salvamare, è illegale rimuovere la Posidonia dalla spiaggia senza la dovuta autorizzazione. La legge consente di lasciare i depositi in loco, spostarli verso le dune retrostanti o altrove lungo lo stesso tratto di costa, rimetterli in mare o portarli in impianti di compostaggio o smaltimento autorizzati.

Quando il materiale viene reinserito nell'ambiente, la legge lo permette solo all'interno della stessa unità fisiografica, il tratto di costa da cui proviene. Ciò garantisce che la Posidonia non venga rimossa dall'ecosistema e possa continuare a svolgere il suo ruolo vitale nel mantenere la salute della spiaggia.

Il divario tra legge e pratica

Sebbene la legge sia chiara sulla protezione della Posidonia oceanica e dei suoi depositi spiaggiati, permangono lacune e incongruenze nella sua applicazione. Alcuni addetti alla pulizia delle spiagge potrebbero non comprendere appieno o rispettare i requisiti legali, portando alla rimozione impropria dei depositi di Posidonia.

Inoltre, la mancanza di linee guida chiare e applicabili a livello nazionale sulla gestione dei banquette può portare a pratiche disomogenee tra diverse regioni e comuni. In alcuni casi, le autorità locali potrebbero privilegiare l'aspetto della spiaggia rispetto alla salute a lungo termine dell'ecosistema costiero, portando alla rimozione non necessaria di vitali depositi di Posidonia.

In conclusione, sebbene la legge fornisca una solida base per la protezione della Posidonia oceanica e dei suoi depositi spiaggiati, c'è ancora lavoro da fare per garantire un'applicazione coerente ed efficace a livello locale. Comprendendo il ruolo vitale che la Posidonia svolge nel mantenimento dei litorali mediterranei sani e rispettando i requisiti legali per la gestione dei depositi spiaggiati, possiamo contribuire a preservare questi ecosistemi unici e preziosi per le generazioni future. La prossima volta che vedrete un cumulo di foglie secche sulla spiaggia, ricordate: non è spazzatura, è una parte essenziale dell'ecosistema, ed è lì per una ragione.

Fonti consultate

  1. ISPRA, Stampa Layout 1 / coastal areas PDF
  2. CIESM Congress 2019 paper
  3. Regione Sardegna, Determinazione N. 40/13
  4. Frontiers in Marine Science, article on Posidonia banquette accumulations
  5. Rotini et al., Beneficial Management of Posidonia Beach Casts and Banquette

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