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Granchio blu: si mangia?

Potresti aver notato dei granchi blu, noti anche come Callinectes sapidus, apparire nei mercati del pesce italiani negli ultimi anni.

Redazione AcquarioCivico2 min di lettura
Granchio blu: si mangia?
Foto: Ryan Hodnett · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Potresti aver notato dei granchi blu, noti anche come Callinectes sapidus, apparire nei mercati del pesce italiani negli ultimi anni. Questi crostacei sono originari delle coste atlantiche delle Americhe, dall'Argentina fino al nordest degli Stati Uniti. Secondo l'ISPRA, l'agenzia ambientale italiana, la specie è ora ampiamente presente nel Mediterraneo, specialmente nell'Adriatico vicino a lagune ed estuari.

L'ISPRA riferisce che i granchi sono probabilmente giunti nel Mediterraneo tramite l'acqua di zavorra delle navi, con le attività di navigazione e il commercio di vongole come altro possibile vettore. L'ARPA Veneto afferma che furono introdotti per la prima volta in Europa all'inizio del XX secolo e col tempo si diffusero lungo le coste oceaniche e mediterranee. Oggi, il granchio si trova in paesi come Francia, Grecia, Spagna e Italia.

Un luogo dove è diventato una preoccupazione locale sono le lagune costiere del Veneto, inclusa la celebre Laguna Veneta e il Delta del Po. Secondo un rapporto del 2021 della rivista ambientale Regioni & Ambiente, la presenza della specie nel Mediterraneo si è rivelata un problema formidabile per la pesca di cozze e vongole. Essendo una specie di acqua salata, il granchio predilige i mix di acqua dolce e salata tipici degli ecosistemi lagunari.

Come distinguere un granchio blu dalle altre specie presenti nei mercati italiani? L'ISPRA lo descrive con un carapace (guscio) ampio, dal verde oliva al marrone, chiazzato di macchie biancastre, con lunghe spine appuntite lungo i lati. Le zampe sono bluastre, l'ultimo paio appiattito a forma di pagaia per nuotare, e le chele sono blu nei maschi con punte rosse nelle femmine. Se noti queste caratteristiche, cosa dovresti fare? Dovresti comprarne uno per provarlo?

La risposta è sì e no. Secondo Regioni & Ambiente, il granchio blu ha una polpa commestibile ed è pescato commercialmente nel suo areale nativo atlantico. Tuttavia, un rapporto del 2025 di ANMVI Oggi avverte che consumarlo crudo o poco cotto può causare gastroenterite acuta. La rivista consiglia che i ricercatori raccomandano di consumare il granchio solo dopo un'adeguata cottura.

Quindi, con la giusta cottura, il granchio è commestibile ma c'è un problema: la sua vorace predazione sconvolge gli ecosistemi e la pesca delle lagune mediterranee. Se decidi di comprarne uno, assicurati di essere pronto a cuocerlo in sicurezza. E ricorda, quelle chele blu afferrano anche moltissime specie autoctone.

Fonti consultate

  1. ISPRA, Il granchio blu alieno Callinectes sapidus in espansione nel Mediterraneo, 2023-02-

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