L'invasione del pesce leone nelle acque italiane: monitoraggio della diffusione di una specie pericolosa
28 ottobre 2026
Con l'aumentare degli avvistamenti di pesci leone nelle acque italiane, le ultime evidenze indicano una crescente presenza nel meridione piuttosto che nella più settentrionale città portuale di Genova. Un'estesa campagna di citizen science, combinata con l'analisi esperta di documentazione fotografica, dimostra che questa specie invasiva è presente nel Mediterraneo almeno dal 2016 e continua a espandersi verso ovest.
Il pesce leone (Pterois miles) è considerato una delle specie marine più invasive al mondo. Le sue spine velenose possono causare punture estremamente dolorose persino fino a 48 ore dopo la morte del pesce. Si ritiene che la specie sia entrata nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez e fu registrata per la prima volta nelle acque italiane nel settembre 2016 al largo della costa di Vendicari nella Sicilia meridionale.
Un aggiornamento del 2024 sulla distribuzione del pesce leone nel Mediterraneo, pubblicato sul Journal of the Hellenic Centre for Marine Research, include ora 1.840 avvistamenti georeferenziati aggiornati a marzo 2024. Il dataset comprende 16 nuovi avvistamenti fotografici confermati dall'Italia meridionale, tutti raccolti attraverso la campagna nazionale "Attenti a quei 4!".
La campagna, formalizzata con un accordo tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nel novembre 2021, inizialmente mirava a quattro specie invasive: il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), il pesce leone, il pesce coniglio scuro (Siganus luridus) e il pesce coniglio marmorizzato (Siganus rivulatus). Tuttavia, 13 dei 16 avvistamenti validati dalla campagna riguardavano il pesce leone.
I dati mostrano che la maggior parte dei nuovi avvistamenti sono concentrati nel Mar Ionio, area descritta come ad alto rischio di invasione da parte di specie tropicali. Questo conferma la valutazione dell'ISPRA che il pesce leone sia uno dei nuovi arrivi più preoccupanti nel Mediterraneo.
Nonostante l'attenzione dei report sull'Italia meridionale, l'ipotesi iniziale di avvistamenti a Genova non sembra trovare riscontro nelle fonti citate. I documenti e i materiali della campagna indicano invece prove crescenti del movimento del pesce leone attraverso le acque italiane a est e sud-est della penisola. L'ISPRA chiede a pescatori, subacquei, ricercatori e cittadini di segnalare potenziali avvistamenti di specie invasive per monitorarne gli spostamenti e l'impatto sugli ecosistemi marini locali.
Sebbene il maggior numero di pesci leone sia stato registrato nello Ionio, avvistamenti in altre parti d'Italia suggeriscono una continua espansione verso ovest di questa specie invasiva. L'ISPRA dà priorità alla formazione del pubblico per tracciare e contenere l'espansione del pesce leone. Nel frattempo, i biologi marini italiani esortano tutti a riconoscere questi piccoli invasi velenosi e segnalare eventuali avvistamenti. Raccomandano inoltre di non manipolare mai i pesci leone, poiché il loro veleno provoca dolore prolungato in caso di puntura accidentale.
Mentre la storia del pesce leone nelle acque italiane continua a svilupparsi, una cosa è chiara - questa specie invasiva sta ancora colonizzando il Mediterraneo, e il suo impatto completo sulla vita marina locale e sulle comunità di pescatori resta da vedere. Con la loro dieta a base di piccoli pesci autoctoni e il potenziale disagio duraturo delle loro punture, il pesce leone è senza dubbio una specie da tenere d'occhio nelle acque italiane.